In questi anni di grande fratello trasportato nella realtà, con decine di telecamere installate ogni giorno nei più disparati luoghi delle città del mondo, complice la necessità di sicurezza, il rischio terrorismo e altri problemi sociali, la privacy è sempre più privata della sua forza liberale e viene circondata da tutte le tecnologie.
Ma c’è chi va contro corrente, più precisamente un sito, il progetto Anopticon, che distribuisce su segnalazione accurata degli utenti, tutte le telecamere che si riescono a scorgere, siano esse di banche, negozi o altro.
Per ora si hanno rilevazioni per le città di Venezia, Foggia, Padova, Urbino, Pisa e Solero (Alessandria), e le telecamere sono già più di 500.
Se date un’occhiata alla mappa, è impressionante la densità per esempio a Venezia, città turistica, certo, ma è veramente necessario registrare la vita quotidiana di decine di migliaia di persone?
Il sito si propone proprio un obiettivo politico, nel senso che vuole instaurare la consapevolezza del grado di violazione della privacy, perchè senza dubbio di questo si tratta, per sensibilizzare il mondo politico e i cittadini ala situazione, e se non altro far conoscere in tempo reale i luoghi dove sono presenti gli occhi vigili dei controllori, in un contesto che si avvicina in modo impressionante al romanzo di George Orwell dei lontani anni ‘80, che immaginava un mondo fantasioso ma che noi possiamo rileggere con estrema attualità.
Persino il garante ha definito lo strumento utile.








