Il caso di avvistamento, di un presunto UFO nei cieli di Oslo, avvenuto lo scorso 24 marzo sui cieli norvegesi ha acceso l’interesse degli appassionati ma anche dei ricercatori ufologi. Una casistica, quella degli avvistamenti nei pressi degli aeroporti, che presenta numerosi precedenti e che merita di essere analizzata con estrema attenzione. Roberto La Paglia (nella foto), saggista e storico della tematica UFO, mette in risalto la particolarità di tali situazioni.
Questo avvistamento di Oslo l’ha particolarmente colpita rispetto ad altri dalle caratteristiche simili?
“Si tratta in effetti di un avvenimento abbastanza insolito, visto anche che la causa del blocco sarebbe stata l’avvistamento di un Ufo avvenuto da parte di un pilota della compagnia aerea scandinava SAS. La notizia è ovviamente tutta da verificare, anche per definire meglio i dettagli dell’avvistamento, cosa fondamentale in ogni indagine a carattere ufologico. Le uniche notizie certe sono che il pilota avrebbe avuto un contatto visivo con un velivolo non identificato che viaggiava a una distanza di qualche centinaio di metri più in basso e che rifletteva la luce del sole”.
Lei si sente di escludere le ipotesi inerenti un deltaplano o un aliante?
“Il responsabile della SAS ha subito dichiarato che si trattava di un aliante, ma è stato quasi subito dopo smentito poiché, da successive indagini, nessun aliante in quel lasso di tempo si trovava nella zona. Le ulteriori spiegazioni riguardanti un eventuale deltaplano non reggono vista la quota considerevole dell’aereo”.
Dove andrebbero indirizzati gli approfondimenti su questo “mistero in volo”?
“Rimarrebbe la spiegazione Ufo, mancano però precisi riferimenti, ulteriori descrizioni e materiale fotografico, tutte cose in assenza delle quali, dare una spiegazione risulta estremamente difficile. Di certo l’episodio di Oslo riporta alla memoria altre storie, alcune delle quali ancora non del tutto risolte”.







