San Francisco è l’unica città in tutto il globo dove è vietato fumare all’aperto nei parchi, nei quartieri attorno a scuole e ospedali: ma è proprio qui che parte la più particolare di tutte le rivoluzioni fiscali: risanare il deficit pubblico con le canne. Richard Lee è il guru della liberalizzazione della marijuana a San Francisco: il suo pensiero verte sul fatto che lo spinello libero è un ottimo business, privato e collettivo. Lee ha scelto il porto di Oakland per creare un centro di formazione dei futuri imprenditori della marijuana. Se passa il referendum sulla liberalizzazione in tutta la California, questo diventerà un business.
Lee ha lanciato la raccolta di firme per il referendum, conclusa con esito positivo mercoledì: superata la soglia di 434.000 cittadini, la consultazione popolare è convalidata. Si voterà a novembre insieme con le legislative nazionali e l’elezione del nuovo governatore della California.
Da lunedì le radio e tv locali di San Francisco manderanno in onda i primi spot pubblicitari. Quello scelto da Lee è il più sorprendente: come testimonial, un vicesceriffo che ammette il fallimento della politica di criminalizzazione e conclude: “E’ ora di controllare la marijuana. E di tassarla“.
Lee ha commissionato uno studio all’economista Jeffrey Miron di Harvard, che stima a 13 miliardi di dollari il costo complessivo del proibizionismo, più altri 7 miliardi di potenziale gettito fiscale perduto. Proprio questo sta diventando l’argomento martellante della campagna pro-cannabis. “La stessa authority che certifica i conti dello Stato - spiega Lee - ha calcolato che la California guadagnerà 1,4 miliardi l’anno di tasse sulla marijuana se viene legalizzata la vendita. Con 20 miliardi di deficit, questa nuova entrata sarà una manna dal cielo”. Secondo i sondaggi la maggioranza dei californiani è d’accordo: il 56% propende per il sì. Dall’attuale vendita controllata per soli scopi medici, si passerebbe a una liberalizzazione totale, anche per il consumo ricreativo. Unico limite, la dose singola in vendita: un’oncia, circa 30 grammi. Se vince Lee, il dilemma finirà sulla scrivania di Barack Obama. La liberalizzazione totale violerebbe la legge federale.








