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31 / 07 / 2010

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Svolta negli Usa. Passa la riforma sanitaria di Obama


Obama trionfa su un campo, dove da più di 50 anni, tutti i presidenti erano stati battuti. 219 voti favorevoli, 212 contrari.

Il presidente statunitense si è saldamente opposto contro una piaga sociale, che vede gli USA indietro anni luce rispetto ai Paesi più sviluppati per ciò che concerne la qualità delle cure mediche. I democratici hanno messo la loro firma  su una importantissima tematica sociale del Paese, senza contare su un solo voto repubblicano.

34 democratici si sono opposti, votando contro, per paura di non essere rieletti a novembre. I repubblicani hanno tirato fuori lo spauracchio dell’anticamera della bancarotta di Stato. Non è bastato, anche se il passaggio alla camera è stato in gioco fino all’ultimo. Tra i maggiori dissidenti vi erano gli antiabortisti, guidati dal deputato Bart Stupak del Michigan.  Decisivo l’intervento di Barack Obama nelle ultimissime ore. Il Presidente  ha offerto una garanzia speciale agli antiabortisti, rafforzando il divieto di usare i fondi federali per rimborsare le spese delle interruzioni di gravidanza. A quel punto l’esercito degli antiabortisti ha votato a favore della riforma, garantendo la maggioranza per l’approvazione della legge. L’ultimo voto al Senato è previsto in pochi giorni, ed entro questa settimana Obama dovrebbe firmare la legge.

I primi effetti di questa riforma vieteranno alle compagnie assicurative di rescindere una polizza quando il paziente si ammala. Sarà illegale rifiutarsi di assicurare un bambino invocando le sue malattie pre-esistenti. Fuorilegge anche i tetti massimi di spesa, applicati dalle assicurazioni per rifiutare i rimborsi oltre un certo ammontare. I genitori avranno il diritto di mantenere nella copertura della propria assicurazione sanitaria i figli fino al compimento del 26esimo anno di età, una norma molto attesa in una fase in cui i giovani non riescono a trovare occupazione.

Entro il 2014, scatteranno gli altri aspetti della riforma  che garantiranno a 32 milioni di americani il diritto all’assistenza sanitaria. Di questi, circa 16 milioni entreranno sotto la copertura della mutua di Stato per i meno abbienti, il Medicaid che garantirà cure gratuite fino alla soglia di 29.000 dollari di reddito annuo lordo, per una famiglia di quattro persone. Altri 16 milioni dovranno invece comprarsi una polizza assicurativa, ma potranno farlo scegliendo in una nuova Borsa competitiva sorvegliata dallo Stato, e riceveranno sussidi pubblici fino a 6.000 dollari.

“Questa non è una riforma radicale ma è una grande riforma che rappresenta il vero cambiamento”. Queste le parole usate dal Presidente per commentare lo storico voto della Camera. E’ passata una legge di straordinaria portata, che dopo l’approvazione del Senato estenderà a 32 milioni di americani un’assistenza medica di cui erano finora sprovvisti. E’ la fine di un percorso durato 14 mesi, in cui il presidente si era giocato la sua immagine su questa tematica.

Unico neo è la mancata ricerca di larghe intese bipartisan per fare avanzare questa riforma. Questo potrebbe danneggiare un presidente che nel novembre 2008 conquistò la Casa Bianca anche grazie ai voti degli indipendenti, l’elettorato fluttuante di centro. Secondo gli esperti sondaggisti, il suo partito potrebbe perdere consensi alle elezioni legislative di novembre. Ma ciò che conta è la svolta c’è.

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