L’Italia, già titolare del discutibile record di ostacoli tecnici e politici alla diffusione del web e del suo uso gratuito nell’intero continente europeo, da oggi vuole compromettere quel poco che si è fatto.
O meglio la legge bavaglio del governo vuole farlo. Dopo avere costruito un ddl che inanella ostacoli al lavoro di polizia e magistrati, ora tocca ai blogger.
Evidentemente troppo poco controllabili, i blogger vanno spaventati e convinti a non occuparsi di cose più grandi di loro. Di quì la brillante idea dell’obbligo, per tutti i blogger, della rettifica entro 48 ore. [continua]
Come se fossero giornalisti, con tanto di testata autorevole, ed editore economicamente attrezzato alla bisogna. E, a corollario di tale aberrante obbligo, una multa di 12.550 euro.
Una cifra che il 99% dei blogger italiani nemmeno si sogna. Giustificato quindi l’appello-protesta dei blogger di oggi, indirizzato al presidente della Camera Fini e a quello della Commissione Giustizia Bongiorno.
Tra i firmatari dell’appello Guido Scorza, Presidente Istituto per le politiche dell’innovazione, Vittorio Zambardino (Scene Digitali), Alessandro Gilioli (Piovono Rane), Filippo Rossi (Direttore Ffwebmagazine e Caffeina magazine), Arianna Ciccone (Festival Internazionale del Giornalismo e Valigia Blu), Stefano Corradino (Articolo 21).”Esigere che un blogger proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta – spiega il documento – esattamente come se fosse un giornalista, sotto pena di una sanzione fino a 12.500 euro, significa dissuaderlo dall’occuparsi di temi suscettibili di urtare la sensibilità dei poteri economici e politici.L’accesso alla Rete, in centinaia di Paesi al mondo si avvia a divenire un diritto fondamentale dell’uomo, non possiamo lasciare che, proprio nel nostro Paese, i cittadini siano costretti a rinunciarvi”.







