Quattro banche sono state rinviate a giudizio per truffa aggravata ai danni del comune di Milano. Gli istituti in questione sono JP Morgan, Ubs, Deutsche Bank e Depfa. L’oggetto della truffa sarebbe uno swap emesso nel 2005, che ha arrecato un danno al capoluogo lombardo di 100 milioni di euro.
Per la procura le banche hanno ottenuto profitti illeciti, poichè hanno generato guadagni immediati mettendoli a bilancio come profitti, non rispettando quindi i prncipi internzionali contabili, infrangendo, inoltre, la normativa in tema di derivati, che prevede che le parti in questione partino da uno stesso livello.
Le difese degli istituti hanno sostenuto che si trattatava di guadagni ‘virtuali’ e non reali, ma la procura ha affermato che nel momento in cui tali profitti venivano messi a bilancio, non si poteva trattare di guadagni ‘virtuali’; così si sono espressi i magistrati: “la struttura (dei contratti, ndr), nei termini proposti, non rispettava il valore nullo dello swap all’atto della sua stipula secondo la costante prassi e l’uniforme condotta di mercato, mentre il valore attuale della posizione delle controparti bancarie a tale momento era invece di 52.689.907 euro.
Questo valore è generato dalla differenza tra il valore attuale delle quote di capitale da versare annualmente alle banche da parte del comune e quello attuale del capitale da restituire al comune da parte delle banche in una unica soluzione al 29 giugno 2035 (data della scadenza del contratto, ndr), cui deve sommarsi la differenza tra il valore attuale delle quote di interessi da versarsi da parte del comune alle banche e quello attuale delle quote di interessi da versarsi da parte delle banche al comune”.







