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22 / 05 / 2012

La rivincita della maggiorata: topless consentito


martello

Il Gip del Tribunale di Velletri ha deliberato che non sussistevano i requisiti per procedere per l’accusa di atti osceni in luogo pubblico. Archiviazione insomma.

La commessa maggiorata, denunciata da una madre irritata dal suo topless, ha così vinto il primo round di una contesa giudiziaria che rischia di protrarsi. Infatti la giovane e prosperosa ragazza romana sta pensando, al ritorno dalla sua vacanza all’estero, di denunciare a sua volta la querelante per calunnia.

La vicenda del topless di Anzio potrebbe, dunque, non aver visto il suo epilogo e pare destinata a far parlare ancora di se.
Una scena “bollente” in spiaggia. Forse le curve generose della giovane, forse lo spalmarsi la crema, avevano irritato l’altra donna che, notati gli sguardi persistenti dei suoi giovani figli, aveva perso la pazienza e chiesto alla vicina di ombrellone di rimettersi il pezzo superiore del costume. [continua]

La giovane e bella commessa, interpetando la richiesta come una limitazione della sua libertà personale, aveva seccamente rifiutato la proposta. A quel punto la madre con i suoi figli aveva abbandonato la spiaggia e si era recata in commissariato per sporgere denuncia: l’accusa era di atti osceni in luogo pubblico.

Un caso che aveva diviso l’Italia. In un paese come il nostro, dove il topless sulle spiagge, al di là delle normative vigenti, non è universalmente accettato da tutti, il caso aveva avuto risonanza nazionale. Gli italiani si erano così immediatamente divisi, come spesso accade, tra innocentisti e colpevolisti. Alla fine la sentenza del giudice lascia poco margine di discussione.

In Italia il topless non ha vita facile. Seppur siano stati fatti numerosi passi in avanti dal punto di vista normativo, tesi a chiarire cosa e lecito e cosa non lo è, in molti comuni in passato le amministrazioni locali hanno vietato il topless sulle spiagge libere.

Eppure in tutto il mondo ormai è una consuetudine accettata quasi universalmente. Tuttavia, chi lo pratica abitualmente, ha imparato a sue spese a non dare nulla per scontato, come quando ad esempio si va in vacanza all’estero. Seppur consentito in alcuni paesi, o in alcune zone di essi,può essere una attività limitata o soggetta a regole più ristrette.

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