La BCE ha diffuso la notizia secondo cui la situazione economica causata dalla crisi ha portato i paesi Europei (e non solo) a utilizzare enormi risorse per cercare di frenare il crollo, i fallimenti, e per arrestare disoccupazione e aumentare gli ammortizzatori sociali.
Su questa base, la stima redatta oggi pomeriggio dalla banca europea è che ci vorranno quasi 20 anni, quindi non prima del 2029, per riportare i bilanci ai livelli pre-crisi, nel rapporto tra Pil e Debito Pubblico e nella situazione fiscale.
Infatti negli ultimi 2 anni il prodotto interno lordo di tutti i paesi dell’Eurozona si è contratto, mentre un aumento generale c’è stato nel debito pubblico. Grave la situazione in paesi, come Italia, Spagna, Grecia o Irlanda, dove il limite era già aldilà della norma, ma in generale il rapporto debito/pil si attesta all’84%, molto al di sopra del 60% stabilito dalle norme europee.
Per questo motivo la BCE si sta impegnando a convincere i paesi a decidere su misure correttive più ampie, perchè quanto stabilito in precedenza, cioè una correzione annua dello 0,5%, richiederebbe almeno due decenni per riportare la situazione entro i limiti.
E naturalmente, questo se la ripresa sarà immediata ed effettiva, perchè dietro l’angolo la crisi si fa ancora sentire, e il rischio insolvibilità è ampio per diversi paesi. Non aiuta il caso della Grecia, ancora immersa nei problemi e con il rischio bancarotta non ancora eluso.







